Davide Civitiello, pizzaiolo di Rossopomodoro in via Partenope a Napoli, è il vincitore del contest #pizzaUnesco. La sua pizza Pomodorosa, composta da quattro tipologie di pomodori diversi, ha conquistato la giuria. Civitiello volerà a Las Vegas per partecipare all’edizione 2017 di PizzaExpò
Una serata calda e ricca di gusto quella che si è svolta a Palazzo Caracciolo a Napoli, in occasione della finale del contest #pizzaUnesco, promosso dal sito MySocialRecipe ideato dalla biologa-nutrizionista Francesca Marino. È stato Davide Civitiello, con la sua “Pomodorosa” a conquistare la giuria internazionale, presieduta dal giornalista Tommaso Esposito, e composta da Allan Bay, Eleonora Cozzella, Giorgio Calabrese, Lello Esposito e Scott Wiener. La gara dei 10 pizzaioli finalisti si era svolto in mattina nella sede del Molino Caputo a Napoli.
Unanime la decisione presa al termine della sfida tra i dieci finalisti, che si è svolta all'interno del molino Caputo. La giuria ha tenuto conto dell'originalità del prodotto abbinata però ai sapori del territorio; il vincitore Davide Civitiello, già campione del mondo nel 2013, ha proposto una variazione di pomodori e grazie allo sponsor Molino Caputo, andrà all’edizione 2017 di PizzaExpò a Las Vegas. 

«La caratteristica della mia pizza - ha dichiarato Civitiello - è la semplicità, abbiamo fatto l'impasto della classica pizza napoletana con acqua sale lievito e farina, e quattro pomodori della nostra regione, simbolo del territorio: il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio, Pomodorino datterino giallo di Battipaglia, Pomodoro Corbara, e un Pomodoro antico di Napoli».
Le premiazioni si sono svolte a Palazzo Caracciolo alla presenza di Tony May, per 50 anni guru e ambasciatore della ristorazione italiana a New York. Proprio nel corso dell'happening si è raggiunto anche un importante traguardo per la candidatura della pizza a patrimonio immateriale dell'Umanità: grazie alla firma dell'italo-americano May e alle altre raccolte nel corso di un mese di attività da parte di Mysocialrecipe, si è arrivati a quota un milione 200mila. Un traguardo inseguito per anni anche dal presidente della Fondazione UniVerde ed ex Ministro Alfonso Pecoraro Scanio.

«Abbiamo superato ormai il milione e 200mila firme - ha dichiarato Pecoraro Scanio -raccolte da oltre 30 paesi nel mondo; l'obiettivo è arrivare a 2 milioni e 100 paesi, ma soprattutto arrivare al voto finale che è quello dell'Unesco in programma a novembre 2017, con un sì al riconoscimento dell'Arte dei pizzaioli napoletani Patrimonio mondiale dell'umanità. Abbiamo già vinto una prima grande battaglia ovvero farla diventare la candidatura unica dell'Italia, ora dobbiamo impegnarci sia come contenuti, che devono essere seguito dai Ministeri, sia come mobilitazione popolare, perché stiamo parlando del cibo più diffuso del pianeta. Pizza è la parola italiana più pronunciata al mondo e dobbiamo fare riconoscere che la pizza è nata a Napoli. Per arrivare a 2 milioni tutti possono firmare sulla piattaforma Change.org, scrivere una mail a info@fondazioneuniverde.it, o mettere dei banchetti nelle pizzerie. Si tratta della più grande mobilitazione nella storia delle candidature Unesco».

Soddisfatti anche gli altri 9 candidati al trofeo: i pizzaioli Mauro Autolitano, Maria Cacialli, Vincenzo Esposito, Gaetano Giglio, Vincenzo Lettieri, Carmine Paduano, Pasqualino Rossi, Bernardo Sollo, Giuseppe Vaccaro. Mysocialrecipe, motore dell'iniziativa, ha inoltre consegnato delle mezioni speciali ai pizzaioli che nei mesi scorsi hanno partecipato al contest.
Tantissime le presenze, a partire dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris (nella prima foto in alto, il quarto da sinistra), che ha ribadito l’importanza della pizza sia dal punto di vista culturale sia economico. «Vorrei ringraziare le tante donne e i tanti uomini che fanno pizze nella nostra città - ha dichiarato il sindaco Luigi De Magistris nel suo intervento - mantenendo la tradizione, ma anche con grande capacità di creatività e di innovazione. Anche la candidatura come patrimonio dell’umanità dimostra come la pizza superi i confini della nostra città. Ma con tutto il rispetto per le altre nazioni, bisogna riconoscere che la pizza è Napoli». 

«La pizza non è solo folclore - ha aggiunto De Magistris - non è solo un buon prodotto, non è solo passione, competenza e qualità, ma è anche riscatto economico per la nostra città. Molti ragazzi e ragazze si stanno iscrivendo alle scuole alberghiere perché comprendono che il turismo, la cultura e l’enogastronomia sono il presente e il futuro della nostra città e della nostra regione. Complimenti agli organizzatori che hanno organizzato una serata bellissima in un contesto straordinario della nostra città per onorare la pizza come uno degli strumenti che ci aiuteranno sempre di più a migliorare la forza e la potenza di Napoli nel mondo».

Non sono mancati gli assessori regionali Corrado Matera (Turismo) e Chiara Marciani (Formazione), i critici enogastronomici, il direttore del Consorzio della Mozzarella Piermaria Saccani e del Museo della Dieta Mediterranea Valerio Calabrese. La kermesse, dopo un aperitivo offerto dalla scuola dolce e salato e dal team costa del Cilento, ha visto anche un momento di spettacolo grazie ai ragazzi dell'Associazione Nartea e alla performance di Diego Moreno che ha proposto il suo tango scugnizzo sulle note di "Tu sì 'na cosa grande" e "Maruzzella".

«È stato un contest promosso da Mysocialrecipe - ha commentato Luciano Pignataro - che abbiamo appoggiato perché è un'iniziativa che sostiene la candidatura dell'Arte del pizzaiolo napoletano all'Unesco. L'adesione è stata molto alta, sono state presentate oltre 140 pizze, 10 pizzaioli e 10 finalisti»

«È il primo contest internazionale di professionisti - ha detto Francesca Marino - quindi è giusto che partisse da Napoli ed è giusto che partisse dal primo portale di registrazione di ricette che nasce in Italia. Con contest come questo ci auguriamo di portare questo servizio anche all'estero».
 
A sostenere l’iniziativa in qualità di main sponsor Molino Caputo, Olitalia e La Fiammante; a rappresentare le tre grandi aziende Antimo Caputo, amministratore delegato di Molino Caputo, Francesco Franzese, ceo di La Fiammante, e Gianni Tognoni, direttore commerciale Italia di Olitalia. Un merito speciale anche ai partner S.Pellegrino, Casolaro, Event Planet, Fisar, Horeca Service, Inpact, KBirr, Consorzio della mozzarella di bufala campana e consorzio vini sannio, Salvatore Martusciello e scugnizzo Napoletano.

MENZIONI SPECIALI ATTRIBUITE DA MYSOCIALRECIPE
 
Menzione speciale - Pizza senza glutine
Alberto Lupini (direttore Italia a Tavola) ha premiato Marco Amoriello per la Pizza Peroni Senza Glutine.
 
Menzione speciale - Valori nutrizionali, pizza light
Giacomina Valenti (direttrice Marcopolo TV) ha premiato Salvatore Grasso per la Pizza Fanny 1.0.

Menzione speciale - Originalità dell’impasto 
Gianni Ambrosino (direttore Canale21) ha premiato Gianfranco Iervolino per la Pizza Rena Nera.
 
Menzione speciale - Migliore fotografia
Paolo Notari (giornalista e conduttore Rai) ha premiato Teresa Iorio pe rla Pizza DallAmeriCaruso.

Menzione speciale - Migliore pizza table 
Vincenzo Pagano (Scatti di Gusto) ha premiato Alfonso Massaro per la Pizza Ischitana.
 
Menzione speciale - Migliore interprete del territorio
Luigi Cremona (critico e curatore delle guide Touring Club) ha premiato Giuseppe Pignalosa per la Pizza Giagiù.

Menzione speciale - Pizza più 
Carlo Ottaviano (già direttore editoriale Gambero Rosso) ha premiato Tiziano Terracciano per la Pizza Bloody Margaret.
 
 
Davide Civitiello con la sua Pomodorosa  vince il contest #pizzaUnesco